Una serata intensa, divisa in due video, per guardare il controllo da vicino. Partiamo da ciò che vivi ogni giorno e arriviamo a come funziona il mondo intorno a noi.
Cosa è controllo e cosa no
Proteggere qualcuno da ciò che mette a rischio la sua salute, il suo benessere o la sua sicurezza è una cosa. Il controllo è una postura interiore: nasce quando sentiamo di avere il diritto e il potere di dire qualcosa su ciò che un’altra persona fa. Impari a riconoscere la differenza, negli altri e in te.
Chi sente di avere il diritto
Uomini, donne, persone anziane, bambini, chi ha risorse e chi non ne ha, chi ha un titolo di studio e chi no. Guardiamo insieme chi, nella vita di ogni giorno, si sente in diritto di dire a chi cosa fare. E scopriamo che anche chi comanda resta intrappolato: possedere un’altra persona non funziona.
L’imbuto delle violenze
Immagina un imbuto. In alto c’è la violenza strutturale, che contiene tutte le altre. Poi la simbolica, che abita le frasi come “i terribili due anni” o “aspetta che arrivi l’adolescenza”. Poi la passiva e l’attiva, la fisica e la psicologica. Dare un nome a queste forme ti permette finalmente di vederle.
Ciò che chiamiamo normale
Voti, graduatorie, orari, ruoli già scritti: quante cose chiamiamo normali senza averle scelte? A forza di normalizzarle iniziamo perfino a trovarle belle. La nonna che comandava tutti a bacchetta, la brava bambina, il bravo bambino. Ti mostro come succede e cosa ci toglie.
I bisogni reali
Cosa ci sarebbe servito, dal primo giorno all’adolescenza? Essere presi in braccio quando serve, muoverci liberamente, sentirci amati e accompagnati a prescindere da ciò che diciamo o facciamo. Nutrire i bisogni reali di una persona è l’alternativa al controllo, con chi hai accanto e con te.
Dare una possibilità a chi siamo stati
Con una meditazione guidata incontri la bambina o il bambino che sei stato e inizi a darti ciò che era tuo diritto ricevere. Poi arriviamo all’etica: fare la cosa giusta spesso costa, e dentro ognuno di noi c’è una marea di bellezza.