Giulia Dalla Francesca

Masterclass registrata

Se ti controlla, non è amore

Il controllo è sottile, quotidiano, spesso vestito da cura, da amore, da sicurezza. Impariamo a vederlo.

Guarda cosa c’è dentro

Resti fino alla fine di una cosa che non ti fa bene, perché ormai hai iniziato. Senti una vocina che ti dice di frenare, di ragionare, di stare al tuo posto. Dici a qualcuno “lo faccio per il tuo bene” e dentro senti che c’è anche altro.

Il controllo è così: sottile, quotidiano, spesso vestito da cura, da amore, da sicurezza.

Se ti controlla, non è amore è la masterclass in cui impariamo a vederlo: nelle persone che abbiamo accanto, in ciò che abbiamo imparato da piccoli, in noi stessi. Perché quando lo vedi puoi iniziare a lasciare la presa, e a riprenderti la tua libertà.

Questo corso è per te se

  • Senti spesso di dover spiegare, giustificare, chiedere il permesso per le tue scelte
  • Ti accorgi di dire agli altri cosa dovrebbero fare e vuoi capire da dove nasce
  • Sei cresciuta o cresciuto sentendoti chiedere se eri stata brava, se eri stato bravo
  • In casa o al lavoro c’è sempre qualcuno che decide per tutti
  • Sei genitore, educatrice o educatore e vuoi guidare senza imporre il tuo potere
  • Vuoi dare un nome a cose che hai sempre sentito e non hai mai saputo spiegare

È uno spazio di comprensione e di crescita personale. Se stai vivendo una situazione di violenza o di pericolo, il primo passo è chiedere aiuto: trovi il numero qui sotto.

Cosa ti mostro

Una serata intensa, divisa in due video, per guardare il controllo da vicino. Partiamo da ciò che vivi ogni giorno e arriviamo a come funziona il mondo intorno a noi.

Cosa è controllo e cosa no

Proteggere qualcuno da ciò che mette a rischio la sua salute, il suo benessere o la sua sicurezza è una cosa. Il controllo è una postura interiore: nasce quando sentiamo di avere il diritto e il potere di dire qualcosa su ciò che un’altra persona fa. Impari a riconoscere la differenza, negli altri e in te.

Chi sente di avere il diritto

Uomini, donne, persone anziane, bambini, chi ha risorse e chi non ne ha, chi ha un titolo di studio e chi no. Guardiamo insieme chi, nella vita di ogni giorno, si sente in diritto di dire a chi cosa fare. E scopriamo che anche chi comanda resta intrappolato: possedere un’altra persona non funziona.

L’imbuto delle violenze

Immagina un imbuto. In alto c’è la violenza strutturale, che contiene tutte le altre. Poi la simbolica, che abita le frasi come “i terribili due anni” o “aspetta che arrivi l’adolescenza”. Poi la passiva e l’attiva, la fisica e la psicologica. Dare un nome a queste forme ti permette finalmente di vederle.

Ciò che chiamiamo normale

Voti, graduatorie, orari, ruoli già scritti: quante cose chiamiamo normali senza averle scelte? A forza di normalizzarle iniziamo perfino a trovarle belle. La nonna che comandava tutti a bacchetta, la brava bambina, il bravo bambino. Ti mostro come succede e cosa ci toglie.

I bisogni reali

Cosa ci sarebbe servito, dal primo giorno all’adolescenza? Essere presi in braccio quando serve, muoverci liberamente, sentirci amati e accompagnati a prescindere da ciò che diciamo o facciamo. Nutrire i bisogni reali di una persona è l’alternativa al controllo, con chi hai accanto e con te.

Dare una possibilità a chi siamo stati

Con una meditazione guidata incontri la bambina o il bambino che sei stato e inizi a darti ciò che era tuo diritto ricevere. Poi arriviamo all’etica: fare la cosa giusta spesso costa, e dentro ognuno di noi c’è una marea di bellezza.

Dalle mie slide

L’imbuto delle violenze

In alto c’è la grande matrice che contiene tutte le altre. Scendendo, le forme diventano quelle che incontriamo nella vita di ogni giorno: una frase detta sui terribili due anni, un pianto lasciato solo, ciò che abbiamo imparato a chiamare normale.

  1. Violenza strutturalepatriarcato, adultocentrismo, colonialismo, capitalismo
  2. Violenza simbolicaqualsiasi stereotipo, credenza o immaginario comune
  3. Passiva e attivaindiretta e diretta
  4. Fisica e psicologica
  5. Normalizzata e positivizzata

Siamo più gentili quando siamo liberi.

Cosa cambia per te

Vedere è già un passo enorme. Da lì in poi hai delle scelte che prima non avevi.

  • Riconosci il controllo quando arriva, anche quando si presenta come cura o come amore
  • Sai dare un nome a ciò che senti, e questo ti rende più salda
  • Vedi dove stai controllando tu e inizi a lasciare la presa
  • Provi a parlare alla pari: le alternative nascono dal dialogo e dal guardare una persona alla pari
  • Distingui chi sei da ciò che ti hanno insegnato a essere
  • Hai esercizi scritti e due meditazioni per darti ciò che ti è mancato

Cosa c’è dentro

Sono due video da circa un’ora e una meditazione di 21 minuti, poco più di 2 ore in tutto. Vedi le slide, ascolti la mia voce e senti gli interventi di chi era con noi. Li guardi quando vuoi e li riprendi dal punto in cui eri.

I temi sono forti: procedi con i tuoi tempi, anche a piccoli pezzi. Tieni accanto un quaderno e matite colorate.

  1. 1

    Cosa è controllo e cosa no

    55 min
    • Quel senso di libertà
    • La vocina che ci frena
    • La postura interiore
    • Chi sente di avere il diritto di dire a chi cosa fare
    • Il comando che toglie libertà anche a chi comanda
    • La dignità di ogni persona
    • I grandi maestri che dicono “non lo so”
    • La violenza strutturale
  2. 2

    Le forme della violenza e i bisogni reali

    54 min
    • L’imbuto delle violenze
    • Ciò che abbiamo normalizzato e positivizzato
    • La brava bambina
    • Nutrire i bisogni reali
    • Una definizione di trauma che ti fa vedere le cose in modo nuovo
    • I primi bisogni
    • La meditazione con la bambina o il bambino che sei stato
    • L’etica e le orientazioni reali
  3. 3

    Meditazione Accompagnati

    21 min
    • Una pratica guidata con la sola voce
    • Immagini di tenere sul petto te stessa appena nata
    • Poi bambina
    • Fino all’adolescenza
    • E ti accompagni passo dopo passo

In più

Il workbook, sei pagine di esercizi

Per acuire lo sguardo e nutrire il cuore.

  • Disegni le dinamiche di potere che vedi intorno a te
  • Guardi cosa prende il controllo nel tuo mondo emotivo
  • Scrivi un esempio per ogni forma di violenza
  • Immagini il tuo arrivo nel mondo

Se stai vivendo una situazione di violenza, chiama il 1522, il numero antiviolenza e stalking: è gratuito e attivo 24 ore su 24. In caso di pericolo immediato chiama il 112.

Se ti controlla, non è amore, 37 euroAcquista il corso

Le parole di chi c’era

Serata interessante su zoom e fuori da zoom. Ho messo subito in pratica.
Una partecipante
Mi hai trasmesso tanti punti su cui riflettere nella mia modalità di agire con gli altri.
Una partecipante
Molte cose le avevo già elaborate, altre sono in lavorazione per la strada verso la disattivazione di quelle abitudini violente che abbiamo normalizzato.
Una partecipante
Sono arrivate tante cose come se tu mi conducessi, prendendomi per mano, a una conclusione diversa.
Una partecipante
Ritratto di Giulia Dalla Francesca

Chi ti accompagna

Sono Giulia Dalla Francesca

Dal 2020 accompagno le persone in percorsi individuali e di gruppo. Mi sono formata in Coaching Sistemico e Costellazioni, in Educación REAL e come Doula.

Quello che trovi in queste serate viene da ciò che ho studiato e da ciò che ho visto lungo il cammino, con le persone che ho accompagnato e nella mia vita. Te lo racconto con parole semplici, con esempi di tutti i giorni, come farei seduta di fronte a te.

Il mio cammino

Domande

È solo per chi ha vissuto una relazione violenta?

No. Parla del controllo di tutti i giorni: in famiglia, nella coppia, al lavoro, con i figli, con noi stessi. Riguarda chi lo subisce e chi si accorge di esercitarlo.

Sono una persona che controlla, è per me?

Sì, ed è un atto di coraggio guardarlo. Qui nessuno ti giudica: quella postura l’abbiamo imparata tutti.

È contro gli uomini?

Il gioco di potere intrappola tutti, chi lo subisce e chi lo esercita. Guardiamo come funziona, per uscirne insieme.

Come ricevo il corso?

Subito dopo il pagamento ti arriva una mail con il link per entrare, senza password. Da lì trovi tutti i video in ordine. Conserva quella mail: è la tua chiave per tornare nel corso.

Com’è fatto?

È la registrazione di una serata dal vivo. Vedi le slide, ascolti la mia voce e senti le domande e i racconti di chi era con noi, che spesso sono la parte che ti riguarda di più. I volti delle persone presenti restano fuori dall’inquadratura.

Quando devo seguirlo?

Quando vuoi. Puoi fermarti, tornare indietro, riascoltare un passaggio. Il tuo ritmo è quello giusto.

E se sono in pericolo?

Il corso accompagna una riflessione personale. Se stai vivendo una violenza, il primo passo è chiedere aiuto: chiama il 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24.

È una terapia?

È un percorso personale ed educativo. Per ogni bisogno di salute il riferimento restano medici e psicologi.

Posso cambiare idea?

Il corso è un contenuto digitale con accesso immediato: alla cassa scegli di entrare subito e rinunci al recesso di 14 giorni. Trovi tutto nelle condizioni di vendita. Per qualsiasi dubbio prima di acquistare, scrivimi.

Siamo più dolci quando usciamo dalle dinamiche che ci controllano

Lasciamo che chi abbiamo intorno sia più libero quando ci permettiamo di vivere in quella libertà. Se senti che è il momento di guardare, ti accompagno io.

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